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Perchè la Sardegna 

E’ luogo comune ritenere la Sardegna un’isola paradisiaca se si pensa, in particolar modo, al suo meraviglioso mare, immune da ogni forma d’inquinamento umano e trascurato dagli stessi abitanti a vantaggio delle aree interne.

Luogo ideale per trascorrere intere giornate di relax, piene di sole e di brezze marine, dove tra le sfumature cristalline delle proprie acque e delle innumerevoli calette, si nascondono fondali ricchi di variopinte colture oceaniche. Tutto questo esercita sul turista di passaggio, rigenerato nell’animo e nello spirito, l’orgoglio di aver vissuto sensazioni di vita esclusiva da farsi poi vanto al proprio ritorno a casa.

Ma le meraviglie della Sardegna non sono soltanto i grandi scenari legati al mare. Esse, ne costituiscono l’aspetto visibile e commerciale dei territori costieri.

In realtà, la Sardegna è un continente magico, unico, indescrivibile, dove le parole scritte da Platone, nel 460 a.c., lontane molti secoli, riecheggiano ancora con piacere, provocando vibrazioni d’animo, stupori e meraviglie, per essere stata la Sardegna, assimilata al continente di Atlantide, misteriosamente scomparso per punizione divina, nel giro di una sola notte, inghiottito dal suo stesso mare, di cui ancora oggi si ritrovano inspiegabilmente nelle migliaia di nuraghi distrutti, tracce di fossili marini e di sabbia, a partire dal centro dell’isola e per tutta l’area meridionale prevalentemente pianeggiante.

Conosciuta anche, come terra di nuraghi (sono stati censiti oltre 6000 unità), la Sardegna vanta una storia più che millenaria e gloriosa, dove antiche civiltà ancora del tutto sconosciute (solo oggi cominciano ad emergere le prime evidenze scientifiche), risalenti ad epoche antidiluviane (oltre diecimila anni a.c.) ancor prima di quella nuragica (poco oltre i mille anni a.c.) e di quella degli Shardana (3/4000 anni a.c.); quest’ultima,  costituita da guerrieri del mare ed invasori delle coste mediterranee, chiamati in soccorso dagli stessi Faraoni, hanno contribuito assieme ad altri popoli del mare, alla decadenza ed alla sconfitta del grande impero ateniese, scrivendo pagine di storia gloriosa.

Infatti, il fascino che esercita l’isola si ritrova principalmente nella poca e confusa conoscenza delle proprie origini e della sua storia millenaria che la rende in effetti “misteriosa”.

La testimonianza maggiore deriva dalla pratica funeraria e dai suoi diffusi monumenti (termometro del grado di civiltà raggiunta), per il livello di conoscenze che possedevano i popoli dell’epoca, impegnati nell’esercizio di attività mistiche e funerarie, ancora ad oggi, prive di risposte alle strabilianti conoscenze scientifiche ed astrali in esse possedute.

In particolare, il territorio delle nostre residenze turistiche, la Gallura, è ricco di testimonianze archeologiche, prevalentemente funerarie. A pochi chilometri da Porto Pollo, si possono raggiungere interessanti siti da visitare, come il villaggio nuragico di La Prisgiona (località Arzachena), pozzi sacri e tombe dei giganti.

Vicino a noi, si ritrovano siti ancestrali, dove è possibile riscontrare tracce di vita primitiva, in stretta correlazione con la natura, sia per pratiche mistiche propiziatorie e sia per fini terapeutici (cure corporee con energia e magnetismo dei massi, figli partoriti su massi di granito, rispondenti in maniera ergonomica allo scopo ed altro).

Le tombe dei giganti, i monumenti funerari caratteristici della civiltà nuragica in Sardegna, sono tombe collettive che potevano contenere un gran numero di inumazioni.

Esse si compongono di una lunga camera funeraria che termina solitamente con un’abside ed è coperta da lastre di pietra disposte orizzontalmente. L’elemento più spettacolare è sicuramente la facciata, al centro della quale si trova la stele, una grande lastra di pietra disposta in senso verticale che solitamente termina con una centina, ossia con una cornice rotondeggiante; ai lati della stele sono disposte, sempre in senso verticale, delle lastre più basse che formano un arco detto esedra. Vista dall’alto, la sagoma della tomba ricorda la testa di un toro che, considerato un simbolo di forza e di fertilità, era venerato dall’antico popolo sardo.
Il nome di “tomba dei giganti” venne dato anticamente nell’errata convinzione che tale imponente sepoltura contenesse nel suo lungo corridoio degli esseri mastodontici, gli unici inoltre che avrebbero potuto elevare una così imponente struttura.

Tomba dei Giganti “Li Mizzani”

La tomba, di piccole dimensioni, è costruita con tecnica a filari. Il corpo tombale, rivolto ad Est contiene un corridoio funebre rettangolare chiuso sul fondo da un’unica lastra di testata sagomata ad arco. L’esedra si conserva solo in parte: l’emiciclo è delimitato da lastre ortostatiche di dimensioni ridotte, alla base delle quali si sviluppa un basso bancone-sedile, anch’esso incompleto, destinato ad accogliere le offerte.
Il paramento murario posteriore dell’esedra si raccorda senza soluzione di continuità col corpo tombale. Al centro dell’esedra si trova la stele monolitica, di dimensioni ridotte rispetto agli esempi documentati in altre tombe galluresi e priva dello spartito centinato. Il monolito poggia, privo di fondazioni, da un lato su una pietra piatta e dall’altro direttamente sul terreno.
Il portello d’ingresso, semicircolare, presenta un elemento insolito, dovuto probabilmente ad un errore dei costruttori: l’accurata smussatura del profilo perimetrale della faccia interna; tale lavorazione è invece di norma riservata alla faccia esterna. I materiali frammentari che provennero dal lato destro dell’esedra (tegami, olle, vasi con cordoni plastici applicati, tazze carenate) risalgono al Bronzo recente.

La Tomba dei Giganti “Li Mizzani” dista 2 km dal complesso residenziale andando per Palau.

Mercatini settimanali.

Sono mercatini nei quali si possono trovare prodotti tipici locali.

  • Lunedì estivo

    Cannigione – Via G. Orecchioni

  • Martedì

    Baja Sardinia – zona lungomare

  • Martedì

    Olbia – Piazza Crispi

  • Mercoledì

    La Maddalena – centro storico

  • Giovedì

    Santa Teresa Gallura – Piazza Modesto

  • Venerdì

    Palau – Via Fonte Vecchia

  • Venerdì estivo

    Porto Cervo – Piazzale Sopravento

  • Venerdì

    San Teodoro – Centro paese

  • Sabato

    Olbia Via S. Gallo (Zona V. Aldo Moro)

Giro delle Isole 

Il tour nell’arcipelago della Maddalena è composto da diverse tappe che vengono toccate durante la giornata: un’unica partenza ti svelerà tanti posti diversi. Diverse sono le compagnie che offrono questo servizio, generalmente l’itinerario seguo la medesima rotta: 

10:30 Partenza dal porto di Palau

Il nostro viaggio inizia proprio dal porto di Palau, luogo mitico per tutti i sardi. La storia narra che vi attraccò anche l’ammiraglio Nelson e qui rimase dal 1 novembre 1803 all’11 gennaio 1805 prima di riprendere il largo a bordo della Victory e accompagnato dalle tredici navi del suo seguito.

Sosta bagno Isola Spargi

Prima sosta del nostro viaggio è la spiaggia di Cala Corsara presso l’isola di Spargi situata a ovest dell’Arcipelago di La Maddalena. Dell’isola di Spargi colpisce la sua forma rotondeggiante che offre allo sguardo una natura selvaggia e incontaminata. Già in lontananza potrai ammirare la vegetazione intricata che soprattutto nell’entroterra diventa una macchia mediterranea foltissima. Sulla costa si stagliano scogliere granitiche scolpite dal vento. Tra le rocce frastagliate, i frequentatori del luogo riconoscono l’azione del vento che da abile scalpellino ha riprodotto la fisionomia di un cane, di una strega, uno zoccolo olandese, il profilo della penisola italiana e addirittura quello di Elvis che affascinano gli osservatori e scatenano la fantasia. L’isola di Spargi è il posto ideale per gli amanti dello sport, infatti, è molto diffusa l’attività dello snorkeling ma presenta anche il panorama ideale per soffermarsi a godere delle bellezze della natura.

Sosta pranzo

Sosta pranzo. Il comandante sceglierà il posto più idoneo per la pausa pranzo in relazione alle condizioni meteo marine.

Vista panoramica Spiaggia Rosa

Nell’ Isola di Budelli potremo ammirare la Spiaggia Rosa che è uno dei simboli più importanti e conosciuti dell’Arcipelago di La Maddalena. In questo territorio incontaminato, agli inizi degli anni ’60 Michelangelo Antonioni vi girò il film Deserto Rosso con protagonista Monica Vitti. Perché si chiama spiaggia rosa? Perché il colore della sabbia è… rosa! La spettacolare tinta si deve a organismi di colore rosa che ‘abitano’ le praterie di Posidonia oceanica, prevalentemente scheletri di briozoi Miriapora truncata e foraminiferi Miniacina miniacea. Quando questi organismi muoiono i loro gusci vengono trascinati a riva e sminuzzati dall’azione di acqua e vento. In questo modo la sabbia composta da questi minuscoli frammenti assume la colorazione rosa. Per proteggere questo fragilissimo e meraviglioso ecosistema dal 1998 non è consentito l’ancoraggio di barche né la balneazione.

Sosta bagno Isola S. Maria

La seconda sosta è programmata sull’Isola di Santa Maria. La gita non può prescindere questa tappa: ti conquisteranno la purezza della luce, il mare cristallino e le spiagge bianchissime. La spiaggia omonima, il cui nome deriva dal convento benedettino edificato sulla piccola isola, accoglie i viaggiatori alla ricerca di relax e distrazioni.

Sosta Piscine Naturali

Il tour prosegue con una sosta presso le Piscine Naturali. Un bagno nelle Piscine Naturali del Parco Nazionale di La Maddalena ristora il corpo e lo spirito e alimenta le riserve di energia. Queste piscine naturali si trovano sull’isola di Budelli e sono davvero conosciute e rinomate in tutto il mondo.

Navigazione verso La Maddalena

Lasciate le Piscine Naturali navigheremo verso La Maddalena. Costeggeremo Cala d’Inferno, la Chiesetta dei Pescatori edificata da Zio Giacomo Scotto devoto alla Madonna per averlo salvato da diversi naufragi. Vedremo Cala Francese, la cava di granito più importante dell’isola che dava lavoro ad oltre 400 scalpellini e che contribuì allo sviluppo socio economico dell’isola tanto che all’inizio del XIX secolo La Maddalena era conosciuta come la piccola Parigi. Approderemo infine nel caratteristico centro storico a Cala Gavetta, insediamento scelto dai primi abitanti i pastori corsi, in quanto più riparato dal vento dominante il “mistral o maestrale”.

Sosta centro storico La Maddalena

Sosta shopping nel centro storico di La Maddalena. Un po’ di storia… Il 23 Febbraio 1723, Napoleone cercò di annettere l’Arcipelago alla Francia in quanto da sempre considerato militarmente strategico. Miracolosa fu la difesa isolana che con uomini di gran lunga meno numerosi ed equipaggiati riuscì a far desistere i francesi. Per questo motivo un giovane isolano, Domenico Millelire, a capo della guarnigione isolana venne insignito della 1° medaglia al valor militare della real Marina Sarda.

Navigazione e rientro a Palau

Navigazione di rientro in porto a Palau. Lasciato il centro storico costeggeremo l’Isola di S. Stefano, l’isolotto della Paura con il monumento in ricordo della corazzata Roma. Poco prima del rientro in porto Eolo ci sorprende ancora con la roccia più bella della Gallura, simbolo di Palau e monumento nazionale: la Roccia dell’Orso. Assolutamente da non perdere l’incredibile tramonto ai suoi piedi!

17:30 Arrivo

Arrivo al porto turistico di Palau

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